Salvatore tra le Potenze - ARTEIKON - IMMAGINI DELL'INVISIBILE Un itinerario ed un incontro nella Bellezza originaria

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Salvatore tra le Potenze

Icona e Parola


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Il brano di San Paolo agli Efesini: 1, 20-22

"…che egli manifestò in Cristo, quando lo risuscitò dai morti e lo fece sedere alla sua destra nei cieli, al di sopra di ogni principato e autorità, di ogni potenza e dominazione e di ogni altro nome che si possa nominare non solo nel secolo presente ma anche in quello futuro. Tutto infatti ha sottomesso ai suoi piedi e lo ha costituito su tutte le cose a capo della Chiesa, la quale è il suo corpo, la pienezza di colui che si realizza interamente in tutte le cose."

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Breve lettura dell'icona
(Per una lettura più approfondita clicca qui)


(dal libro di Angelo Vaccarella: Icone e Feste del Cilco Liturgico)


Questa piccola icona, che raggiunge appena i 16 centimetri di altezza, è un vero e proprio concentrato di luce e di energia. Cristo siede su un trono quasi impalpabile, etereo, sorretto dalle ruote degli angeli, mentre una folla di cherubini lo circonda; i suoi piedi poggiano su uno sgabello rettangolare; ritornano alla mente le parole del profeta Isaia (66,1): "Il cielo è il mio trono, la terra lo sgabello dei miei piedi". Egli manifesta tutta la sua potenza e gloria. Nel tetramorfo, simbolo della Buona Notizia annunciata ai quattro angoli della terra, sorgiamo io simboli dei quattro Evangelisti: l'aquila (San Giovanni), l'angelo (San Matteo), il leone (San Marco) e il toro (San Luca). Ma il punto più luminoso di questa icona è senza dubbio il messaggio di amore che fluisce dalle pagine del libro aperto, che regge il Signore Gesù Cristo; le parole scritte parlano al cuore di tutti gli uomini: "Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò." (Mt 11, 28).


I Padri


Dal momento che noi uomini non abbiamo voluto riconoscere Dio attraverso il suo Verbo e ci siamo rifiutati di servire il Verbo di Dio, nostro naturale signore, è piaciuto a Dio di manifestare in un uomo la sua autorità e di attrarre tutti a sé. Non era conveniente, peraltro, che ciò avvenisse in virtù di un uomo come tutti gli altri, onde evitare che, avendo un uomo come signore, onorassimo la dimensione umana in quanto tale. È questo il motivo per cui il Verbo stesso si fece carne, assumendo il nome di Gesù, e il Padre lo rese Signore e Cristo, destinandolo, cioè, a dominare e a regnare. Nel nome di Gesù, pertanto, mentre ogni ginocchio si piega, noi riconosciamo altresì lo stesso Figlio come Signore e Re e, per il suo tramite, perveniamo alla conoscenza del Padre.

(Atanasio, Contro gli ariani, 2,16)



Preghiera


Fa', o Signore, che i tuoi servi,
chiamati alla tua grazia, e rigenerati
dal tuo divino Battesimo, per tuo aiuto
incessante, mai siano sradicati
dalla potestà del tuo regno.

Missale Gothicum, ed. L.C. Mohlberg, Roma 1961, n. 283


La Festa


La festa di Cristo Re è stata fondata da Pio XI nel 1925, e con essa ogni uomo riconosce la signoria di Cristo. La data indicata per la festa era l'ultima domenica di ottobre, seguita dalla Solennità di Tutti i Santi. Dopo gli ultimi cambiamenti liturgici, la festa si chiama di "Cristo Re dell'Universo", perché Cristo non è re solo del mondo, ed è stata trasferita all'ultima domenica dell'anno liturgico.


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