Rosa Morelli - ARTEIKON - IMMAGINI DELL'INVISIBILE Un itinerario ed un incontro nella Bellezza originaria

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Rosa Morelli

Storia e Teologia > Teologia dell'icona


Rosa Morelli

Docente di Teologia alla Pontificia Facoltà Teologica dell'Italia Meridionale (I.S.S.R.) - Capua


Questo mondo di immagini, di figure allungate ed eleganti, gli occhi ingranditi, di colori che hanno la luminescenza dell'oro puro e delle gemme preziose (Florenskij), ha in sè un fascino ingenuo e arcano che può far dimenticare che l'icona, nata dall'incontro tra lo spirito greco e la fede cristriana, attraverso una crisi - l'iconoclastia - che rifiuta il culto delle immagini, è invece una sintesi teologica per dire la verità del cristianesimo: l'Invisibile si è reso visibile nel Figlio, unica e vera immagine del Padre (Col. 1,15). Ciò significa che l'arte dell'icona al di là di certe ingenuità che la fanno apparire "naif" è una vera "Summa" teologica che fonde volutamente il fatto estetico con la formulazione dogmatica in una sintesi impareggiabile tale da evocare il mistero del Figlio incarnato: mistero trinitario (...). Quando gli antichi monaci dipingevano, riproducevano lo stesso Volto e questo Volto, alla fine del lavoro, non era mai uguale al precedente pur rimanendo sempre lo stesso. La vita del credente è questo continuo "dipingere", un dinamismo che è un "passaggio" (Pasqua) da una fede bambina ad una fede adulta. Al centro sta il mistero dell'Amore di Dio sempre da conoscere perché inesauribile e che impegna la vita intera. (...) dall'icona dipinta all'icona vissuta, ritorno all' "immagine" di primitiva bellezza (Gen. 1, 26). Si realizza allora un incontro: l'incontro di Dio con l'uomo e nell'originaria Bellezza, l'Oriente e L'Occidente fanno festa insieme".



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