Pregare insieme - ARTEIKON - IMMAGINI DELL'INVISIBILE Un itinerario ed un incontro nella Bellezza originaria

Vai ai contenuti

Menu principale:

Pregare insieme

Incontri


"Pregare con le icone"
Incontri di lectio-preghiera con l'iconografo Angelo Vaccarella


Cari amici,
da diversi anni, con gruppi e comunità parrocchiali di varie diocesi italiane, vivo una meravigliosa esperienza di preghiera. Essa è articolata in maniera molto semplice: si inizia con una breve preghiera introduttiva o anche con un canto, poi si presenta ai fedeli l'icona scelta per l'incontro, dando informazioni di carattere generale. Quindi, con lo sguardo rivolto all'icona, ci si dispone tutti all'ascolto della Parola, essendo l'icona stessa strettamente legata alla Sacra Scrittura. Essa infatti rende visibile la Parola di Dio, dal momento che: "Il Verbo si è fatto carne" (Gv 1, 14) e l'Invisibile si è reso visibile nel mistero dell'Incarnazione. Segue poi un primo momento di preghiera personale, durante il quale ciascun fedele invoca interiormente lo Spirito Santo, affinché venga in suo aiuto nel silenzioso sentiero della contemplazione della Bellezza. "Stá in silenzio davanti al Signore e spera in lui" (Sal 37, 7). A questo punto, come si spezza ai fedeli la Parola di Dio, per farla diventare preghiera e renderla visibile attraverso dei segni, così ci si sofferma sui vari particolari dell'icona, che saranno commentati alla luce della Parola ed illuminati dalla saggezza di Padri, perché possano allietare gli occhi del cuore e della mente dell'osservatore e far maturare in lui un profondo desiderio di intimità con il Signore. Ognuno fermerà il suo sguardo sull'icona o su un particolare che lo avrà colpito, imprimendo quella immagine nel suo cuore e chiedendo al Signore di poter vivere ciò che i suoi occhi vedono, con gli stessi sentimenti di Gesù Cristo, della Madre di Dio e di tutti Santi. Dal momento che non siamo semplici uditori della Parola o spettatori meravigliati dagli eventi che essa narra, siamo dunque chiamati ad attualizzare, nella nostra quotidianità, il messaggio di salvezza ricevuto, che sempre ci illumina e ci orienta nel cammino della nostra vita. Al termine della celebrazione allora, chi vorrà, spontaneamente e liberamente, potrà mettere in comune la propria esperienza con una breve risonanza o elevando al cielo una semplice preghiera. L'incontro si conclude poi con un'orazione finale e la benedizione.

Prima di essere "scritta" sulla tavola di legno, l'icona è generata nella preghiera e nel silenzio, e il suo scopo è quello di portare colui che ha lo sguardo rivolto verso di essa, a vivere la stessa esperienza che gli apostoli fecero sul monte Tabor, dove furono testimoni e contemplatori del mistero della Trasfigurazione. Al termine della sua lettera apostolica Duodecimum Saeculum, Giovanni Paolo II afferma: "La nostra tradizione più autentica, che condividiamo pienamente con i fratelli ortodossi, ci insegna che il linguaggio della bellezza, messo a servizio della fede, è capace di raggiungere il cuore degli uomini e di far loro conoscere dal di dentro colui che osiamo rappresentare nelle immagini, Gesù Cristo, il Figlio di Dio fatto uomo "lo stesso ieri e oggi e per tutti i secoli" (Eb 13, 8)." L'icona è dunque segno della presenza di Dio, ma in qualche modo, è anche una professione di fede. Contemplando un'icona, infatti, il credente testimonia la sua fede, ciò in cui crede: la Santa Trinità, la Madre di Dio, i Santi e la Chiesa tutta. Oggi l'uomo però, è abituato più ad immaginare Dio che a contemplare la Sua Immagine. Nel suo commento al Vangelo di san Giovanni, Sant'Agostino ci invita a ritornare al nostro cuore, per vedere l'idea che ci siamo fatti di Dio: "… perché nel tuo cuore - dice - è l'immagine di Dio. Nell'intimo dell'uomo abita Cristo, nell'intimo di sé l'uomo rinnova l'immagine di Dio e nell'immagine riconosce il suo Creatore".


__________________________________________________________________________________________________


 
Cerca
Copyright 2016. All rights reserved.
Torna ai contenuti | Torna al menu