Pigmenti per icone - ARTEIKON - IMMAGINI DELL'INVISIBILE Un itinerario ed un incontro nella Bellezza originaria

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Pigmenti per icone

Tecnica


Azzurrite

Prima di emulsionarlo miscelare il pigmento con acqua. Poco trasparente, viene di solito utilizzato per i fondi.


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Cinabro originale medio scuro

Difficile da emulsionare, aggiungere qualche goccia di acqua e alcool denaturato per scioglierlo nell'uovo. Viene utilizzato con bianco e tinta orpimento. Instabile. Utilizzare il phon fra una mano e l'altra per stabilizzarlo.


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Rossa cadmio chiaro

Buona stabilità alla luce. Indicato per le mescolanze. Molto coprente.

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Ematite (rossa)

Difficile da emulsionare e da stendere. Instabile. Utilizzare il phon fra una mano e l'altra per stabilizzarlo. Utilizzato per i manti della Madre di Dio.


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Dioptasio

Colore trasparente, ma molto luminoso.


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Ocra Rossa

Utilizzato in iconografia spesso per eseguire il disegno direttamente sulla tavola. Si scioglie molto facilmente nell’emulsione.

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Ocra Gialla

Si scioglie molto facilmente nell’emulsione ed è il pigmento più utilizzato in iconografia.

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Lapislazzuli

E’ il pigmento più prezioso in assoluto. Mescolarlo solo con l’acqua, perché l’emulsione tende a variarne il colore verso il verde-grigio. Molto trasparente, viene utilizzato per le velature sui fondi di azzurrite.


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Orpipmento (Tinta)

E’ un pigmento a base di solfuri d’arsenico ed è mortale se ingerito. E’ quindi pericoloso respirarne i vapori o toccarlo con le mani, per cui è meglio sostituirlo con il pigmento “tinta orpimento”, miscela di terre e di un derivato vegetale. Difficile da emulsionare, Si consiglia di macinarla in un mortaio di ceramica prima del suo utilizzo con il pennello.

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La tavolozza degli antichi iconografi
I colori e i loro utilizzo


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Le icone vengono dipinte con tempera all'uovo, che è una misura di rosso d'uovo, di acqua e di pigmenti colorati.
¹Il primo termine in corsivo è il nome greco, dato da Teofrasto,
mentre i seguenti sono i termini russi corrispondenti.
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Bianco (¹Psimùthion, "belila": bianco di piombo) Utilizzato sia per gli schiarimenti, mescolato con altri pigmenti,
sia allo stato puro per l'ultimo tratteggio di luce sui volti e le draooerie.
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Ocra (Ochra, "ohra": ocra) Largamente utilizzate innanzitutto per i volti e le parti visibili del corpo in una mescolanza chiamata sankir, poi per le vesti, le montagne e le architetture, mescolate con bianco, nero e verde.
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Giallo (Arrènikon, "zelt', blaigelb, bliagil, kron": giallo di piombo, giallo di cromo)
Le indicazioni concerneti la pittura dei santi non menzionano che raramente il giallo.
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Rosso (Kinnàbaris, "kinovar": cinabro, vermiglione) Questo pigmento era già conosciuto nel terzo millennio
dalle tribù della cultura di Maikop, a sud della Russia.
"Sourik": rosso vivo era anche utilizzato come essiccativo, per accellerare l'essiccazione dell'olifa.
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Verde ("Praselen'": verde pallido) Colore fondamentale per le icone.
Si utilizza per dipingere la terra, le montegne e i fondi che non richiedevano una grande luminosità.
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Blu (Kyanos, "lazor": oltremare) Utilizzato per le vesti e le mescolanze che servono agli schiarimenti.
Il lapislazzuli merita una menzione particolare perchè è di qualità superiore.
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Nero ("Tchernila'": nero d'avorio, nero di vite)
Con questo pigmento si dipingevano le grotte, l'interno delle finestre,
le iscrizioni ed era usato nelle mescolanze.
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Composti

("Sankir'": carnagione) Colore base per i volti e le parti visibili del corpo.
Il pigmento principale è l'ocra gialla, mescolata con del nero, del bianco, e a volte del verde.
Da questa mescolanza si ricavano alcune tinte per gli schiarimenti.
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("Bagor'": bruno-rosso) Mescolanza di nero con vermiglione o carminio. Indicato per la veste della Vergine.
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("Reft'": grigio scuro) Formato con il bianco, il nero, il blu, il vermiglione e un pò di ocra,
veniva utilizzato per le architetture e le nuvole.
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("Ditch'": bruno-grigio) Utilizzato per dipingere le vesti dei monaci, simbolo dell'ascesi,
la mescolanza è composta dal carminio, blu e bianco oppure di ocra, blu e vermiglione.
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("Eksedra": nero-rosso) Mescolanza di nero e carminio utilizzata per i disegni nella carnagione e per le iscrizioni.

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