Pentecoste - ARTEIKON - IMMAGINI DELL'INVISIBILE Un itinerario ed un incontro nella Bellezza originaria

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Pentecoste

Icona e Parola


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Il brano degli Atti degli Apostoli: 2, 1-4

"Mentre il giorno di Pentecoste stava per finire, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all'improvviso dal cielo un rombo, come di vento che si abbatte gagliardo, e riempì tutta la casa dove si trovavano. Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro; ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro il potere d'esprimersi."

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Breve lettura dell'icona


(dal libro di Angelo Vaccarella: Icone e Feste del Cilco Liturgico)


Nelle prime icone, della Pentecoste, troviamo insieme agli apostoli, anche la Madre di Dio, simbolo della chiesa. Solo più tardi, quando le solennità dell'Ascensione e della Pentecoste verranno celebrate separatamente, l'immagine della Vergine non rientrerà più negli elementi che compongono la struttura dell'icona. Gli apostoli, infatti, ricevendo lo Spirito Santo ed i suoi molteplici doni, diventano un solo corpo: "…corpo di Cristo e sue membra, ciascuno per la sua parte" (1Cor 12, 27). Ora essi sono immagine della Chiesa, corpo mistico di Cristo, come lo era Maria nell'icona dell'Ascensione.

"Entrati in città salirono al piano superiore dove abitavano. C'erano Pietro e Giovanni, Giacomo e Andrea, Filippo e Tommaso, Bartolomeo e Matteo, Giacomo di Alfeo e Simone lo Zelòta e Giuda di Giacomo. Tutti questi erano assidui e concordi nella preghiera, insieme con alcune donne e con Maria, la madre di Gesù e con i fratelli di lui." (At 1, 13-14). Agli undici apostoli si aggiunge, per scelta dello Spirito che fa ricadere la sorte su di lui, Mattia, che sostituisce Giuda (cf At 1, 15-23).

In questa icona la scena della Pentecoste si svolge con ogni probabilità nel tempio dove, poco dopo la discesa dello Spirito Santo, Pietro insieme agli altri undici, si alza in piedi per proclamare il kérigma alla folla presente (cf At 2, 14-41).

Infatti, mentre nell'icona dell'ultima cena, due edifici, molto alti, uniti insieme da un velo rosso, costituiscono l'interno della "sala al piano superiore" dove il Maestro aveva detto loro di preparare la Pasqua, in questa nostra icona invece troviamo dei torrioni a destra e a sinistra che indicano un cambiamento di scenario. Ma anche un altro segno conferma questa ipotesi: la panca semicircolare dove siedono gli apostoli è il synthronon, cioè il trono comunitario che si trova nelle absidi delle chiese cattedrali antiche, dove prendevano posto i celebranti intorno al vescovo che sedeva al centro.

In alto, al centro della icona, raffigurato dal semicerchio con i raggi che scendono verso l'assemblea riunita, vediamo lo Spirito Santo riversarsi sugli apostoli. I rotoli ed i libri che essi hanno nelle mani rappresentano la predicazione, l'annuncio della Buona Notizia che, non solo gli apostoli, ma ogni battezzato, è chiamato ad annunciare.

Nella parte inferiore dell'icona scorgiamo un misterioso personaggio venire fuori da una grotta scura; un vecchio con abiti regali che porta tra le mani un lenzuolo bianco, che a prima vista sembra essere fuori dal svolgimento complessivo della scena della pentecoste. E' un personaggio simbolico che raffigura il Cosmo, tutto il Creato, santificato dallo Spirito Santo.


I Padri


[…Fratelli, celebrate allora questo giorno, consapevoli di essere le membra dell'unico corpo di Cristo. E non lo celebrerete invano, se siete ciò che celebrate: strettamente congiunti con quella Chiesa che il Signore ha riempito di Spirito Santo e fatto crescere in tutto il mondo, riconoscendola come sua e facendosi riconoscere da lei; così lo sposo non si separa dalla propria sposa, e nessuno può sostituirgliela con un altra…]

(Fulgenzio di Ruspe, Discorsi, 8,2-3)



Preghiera


O Dio, luce e vita dei credenti,
di cui la odierna festività rende testimonianza
per la magnificenza ineffabile dei doni,
da' ai popoli che ti appartengono di capire con la mente
ciò che solo un prodigio può tradurre in parole
affinché l'adozione che in loro apportò il tuo Santo Spirito
nulla abbia di tiepido nell'amore
e nulla di avverso nella confessione.

Missale Gothicum, ed. L.C. Mohlberg, Roma 1961, n. 358



La festa


La solennità della Pentecoste, che conclude il periodo pasquale, risale alla prima metà del II secolo, anche se alcune chiese terminavano con la festa dell'Ascensione la celebrazione della Pasqua. Nella seconda metà del VI secolo è poi comparsa l'ottava della festività, modellata sull'ottava pasquale.



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