Introduzione - ARTEIKON - IMMAGINI DELL'INVISIBILE Un itinerario ed un incontro nella Bellezza originaria

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Introduzione

Storia e Teologia > Teologia dell'icona


"La ragion d'essere delle icone e di servire sia Dio sia gli uomini.
L'icona è una finestra attraverso la quale il popolo di Dio, la Chiesa, contempla il regno;
e per questa ragione ogni linea, ogni colore, ogni lineamento del volto acquistano un senso"
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I canoni dell'icona e il loro scopo:


Rappresentare il Cristo costituisce un compito temibile. Lo stesso si può dire per la rappresentazione dell'uomo, creato a immagine di Dio. Occorre evitare di falsarne i lineamenti, per il pericolo di cadere nella caricatura. E schernire l'immagine dell'uomo significa offendere Dio. Perciò la chiesa di'Oriente esige che gli iconografi si conformino a un insieme di canoni che ne garantiscono una continuità e un'unità dottrinale oltre le frontiere. Il tema dell'icona viene definito canonicamente, non è di competenza dell'iconografo. A differenza dell'arte profana, in cui il simbolismo si esprime con l'allegoria, il tema dell'icona non può essere il frutto di una elucubrazione intellettuale, perché rivela spontaneamente il mistero designato. Il 7° concilio ecumenico decreta nel 787: "Dal pittore dipende solo l'aspetto tecnico dell'opera, ma tutto il suo schema, la sua disposizione, la sua composizione appartengono e dipendono molto chiaramente dai santi padri". E nel 1551 il concilio moscovita dei Cento Capitoli dichiara: "Gli Arcivescovi e i vescovi, in tutte le città, in tutti i villaggi e monasteri delle loro diocesi, devono vigilare sui pittori di icone e controllare le loro opere".

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Tornate nel vostro cuore! Dove andate così lontano, se non a cercare da voi stessi la vostra perdita? Dove andate su questa via così solitaria? Smarrirete la retta via, vagabondando così: tornate. Dove? Tornate al Signore. Affrettati, torna rapidamente al tuo cuore tu, che come un esule, hai vagato lontano: non conosci te stesso e vuoi conoscere colui che ti ha fatto? Torna, torna al tuo cuore, sollevati dal corpo: il tuo corpo è la tua dimora e il tuo cuore prova bensì i sentimenti per mezzo del corpo, ma il corpo non ha gli stessi sentimenti del tuo cuore. Lascia dunque il corpo e torna al tuo cuore. Nel tuo corpo troverai gli occhi in un posto, gli orecchi in un altro: forse le stesse cose trovi nel tuo cuore? Non hai forse orecchi nel tuo cuore? Orecchi cioè come intendeva il Signore: Chi ha orecchi per intendere, intenda (Lc 8,8)? E nel tuo cuore, non hai occhi? Dice infatti l`Apostolo: Siano illuminati gli occhi del vostro cuore (Ef 1,18). Torna al tuo cuore: vedrai allora l`idea che ti sei fatto di Dio, perché nel tuo cuore è l`immagine di Dio. Nell`intimo dell`uomo abita Cristo, nell`intimo di sé l`uomo rinnova l`immagine di Dio e nell`immagine riconosce il suo Creatore.

(Agostino, Commento al Vangelo di san Giovanni, 18,10)

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