Giovanni Damasceno - ARTEIKON - IMMAGINI DELL'INVISIBILE Un itinerario ed un incontro nella Bellezza originaria

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Giovanni Damasceno

Storia e Teologia > Padri dell'antichità


Apriamo il nostro cuore a Cristo!

Amphilochio, l'Anziano di Patmos, diceva dell'uomo che dimentica Cristo per le sue molte occupazioni: "Cristo giunge sovente e bussa alla tua porta. Tu lo fai sedere nel salone della tua anima e, assorto nelle tue occupazioni, dimentichi il visitatore Divino. Egli attende che tu appaia, attende... poi se tardi troppo si alza e se ne va. A volte, ancora, sei così occupato che Gli rispondi dalla finestra: non hai neppure il tempo di aprire la porta!".

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Giovanni Damasceno


"Non avete visto i suoi tratti" (Dt 4, 12). Oh! quale sapienza del legislatore! Come fare un'immagine dell'Invisibile? Chi potrebbe rappresentare i suoi tratti, se non vi è nessuno simile a lui? Come rappresentare chi non ha nè quantità, nè grandezza, nè limiti? Che ne è qui del mistero? Questo, senza dubbio: se tu vedi che l'Incorporeo si è fatto uomo per te, allora puoi esprimere la sua immagine umana. Poichè l'Invisibile, incarnandosi, si è mostrato visibile, è ovvio che puoi dipingere l'immagine di colui che è stato visto. Se chi non ha corpo, nè forma, nè quantità, nè qualità e che trascende ogni grandezza grazie all'eccellenza della sua natura; se costui -dico- pur essendo di natura divina ha fatto sua la condizione di schiavo, riducendosi alla quantità e alla qualità e rivestendosi delle umane fattezze, dipingi allora sul legno la sua immagine e presenta alla contemplazione colui che volle divenire visibile.

(Adversus eos qui sacras imagines abiciunt - pg 94, 1239)


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